Tra gli ingredienti selezionati da Amoretti per i suoi prodotti non poteva non esserci il Brie, uno dei più famosi formaggi francesi, dal gusto intenso e dalla consistenza cremosa. Scopriamo tutte le caratteristiche del formaggio Brie, come viene prodotto e le ricette in cui valorizzarlo. 


Scopri tutta la qualità degli ingredienti selezionati Amoretti:
Edamer, formaggio perfetto per i Maxi Toast
Lo speck, salume unico nel suo genere


Il formaggio Brie

Il formaggio Brie è un formaggio francese che prende il nome dall’omonima zona in cui viene prodotto, che corrisponde all’attuale dipartimento di Seine-et-Marne, a est di Parigi.

Il Brie è un formaggio di latte vaccino a pasta molle e a costa fiorita, semigrasso e poco stagionato. Si presenta come una torta piatta ed è caratterizzato da uno strato esterno ricoperto da una muffa bianca. All’interno ha una pasta cremosa di colore giallo paglierino con un sapore di burro, di crema, che ricorda la frutta secca e i funghi.

Due tipi di Brie (il Brie di Meaux e il Brie di Melun) hanno ottenuto nel 1980, la denominazione AOP (“Appellation d’origine protégée” equivalente all’italiana DOP).

Come si produce il Brie

La produzione del Brie comincia con la raccolta del latte vaccino crudo non pastorizzato, che viene poi fatto cagliare. Man mano che si forma, la cagliata viene trasferita negli stampi con uno strumento apposito, una spannarola forata, chiamata in francese “pelle à Brie”. Mestolo dopo mestolo gli stampi si riempiono di una sorta di “millefoglie” di cagliata. A questo punto le forme di formaggio Brie vengono sottoposte a maturazione e poi vengono salate a secco manualmente. 

Questo è il momento della stagionatura, che avviene nei tipici “Aluar”, cantine ventilate con temperatura e umidità costanti. La stagionatura dura almeno 4 settimane, durante le quali si formano le muffe bianche dovute all’azione dei funghi Penicillinum candidum e Penicillinum camemberti, che la ricoprono della caratteristica patina vellutata color avorio. È per questo motivo che il Brie viene definito formaggio a “crosta fiorita”. Molti si chiedono se nel formaggio brie si mangia la buccia e la risposta è assolutamente sì. Le muffe formate da questi funghi non sono dannose per la salute, per cui il Brie può essere mangiato intero, crosta compresa.

Il metodo di produzione è molto simile a quello del formaggio Camembert, anche se la stagionatura risulta essere più lunga. Il tempo totale di produzione del Brie è infatti di 8 settimane, il doppio rispetto al Camembert.

Formaggio brie: ricette Amoretti

Il Brie è sicuramente uno dei formaggi più versatili in cucina. Può essere sia mangiato da solo che utilizzato come ingrediente per tantissime ricette. Può essere aggiunto per arricchire torte salate e frittate, per condire paste e risotti, bruschette, insalate ed è ottimo per farcire panini, piadine o focaccine. Ecco perché Amoretti l’ha selezionato tra gli ingredienti da utilizzare nei suoi prodotti. 

Un classico accoppiamento in Italia del Brie è con il gusto spiccato dello speck: speck e brie insieme formano un binomio equilibrato e ricco di sapore unico nel suo genere. Provatelo nella Ciabattina multicereale con speck e crema al brie, un gustoso spuntino monoporzione dal gusto deciso arricchito dai cereali del pane multicereale, e nella Piadina speck e brie, dove il sottile strato di piadina romagnola esalta la ricca farcitura con speck affettato e brie. Non è finita: tra le ricette con formaggio brie per chi ama i panini vegetariani e gli abbinamenti freschi c’è il panino vegetariano Ciabattina ai cereali antichi con melanzane grigliate, pomodorini e Brie.

Condividi